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Chi non ricorda il proprio passato e’ destinato a riviverlo
Oggi ricorre Il Giorno della Memoria.
Proprio il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa giunserò presso la città Polacca di Oświęcim, molto più nota con il nome tedesco di Auschwitz, scoprendo il campo di concentramento e liberando gli ormai ben pochi superstiti.
Solo con la scoperta del campo di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti si rivelo al mondo la strategia e l’orrore del genocidio nazista.
Per questo in molte nazioni si celebra oggi il ricordo della Shoah ovvero dello sterminio del popolo ebreo.
Personalmente ritengo che ricordare sia doveroso, sia per rispetto a quelli che hanno sofferto ma soprattutto per evitare il ripetersi di simili eventi.
Per questo motivo mi permetto di citare alcune parole di Primo Levi:
“Visitatore, da qualunque paese tu venga, non sei un estraneo. Perché il tuo viaggio non sia stato inutile, perché non sia stata inutile la nostra morte per te e per i tuoi figli le ceneri di Oswiecim valgono di ammonimento; fà che il frutto orrendo dell’odio di cui hai visto qui le tracce non dia nuovo seme né domani né mai”.
Francesco Guccini ha dedicato una delle sue più belle poesie cantate ai morti nel genocidio di Auschwitz. Ogni tanto ascoltiamola, ricordiamoci e riflettiamo
“Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…
Io chiedo come…… può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento..”
Anch’io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare
ad amare e non odiare e il vento si poserà e un fiore rinascerà.
Spesso di fronte a questi eventi ci viene da dire o sentiamo dire “Ma io cosa potrei fare!“, non sò se io ho il diritto di giudicare ma di fronte a questo due cose mi vengono in mente.
La prima è una frase attribuita al pastore Martin Niemöller internato nel campo di Dachau:
“Quando vennero per gli ebrei ed i neri, distolsi gli occhi
Quando vennero per gli scrittori e i pensatori ed i radicali e i dimostranti, distolsi gli occhi
Quando vennero per gli omosessuali, per le minoranze, gli utopisti, i ballerini, distolsi gli occhi
E poi quando vennero per me mi voltai e mi guardai intorno, non era rimasto più nessuno…”
La seconda è, scusatemi se sarò monotono, il testo di un’altra canzone di Francesco Guccini “Don Chisciotte” in cui le ultime frasi del dialogo fra Don Chisciotte e Sancho Panza dicono:
“[ Don Chisciotte ]
Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il “male” ed il “potere” hanno un aspetto così tetro ?
Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà ?
[ Insieme ]
Il “potere” è l’immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte:
siamo i “Grandi della Mancha”,
Sancho Panza… e Don Chisciotte !”
Forse dovremmo essere tutti pazzi scatenati e più ingenui dei bambini, con troppi sogni nella testa e testardi ed idealisti solo allora tutti insieme un pò Don Chisciotte e Sancho Panza lotteremo giorno e notte contro ogni ingiustizia.
cordialmente vi saluta un Don Chisciotte della Mancha
Autore: Andrea
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16:48 on 27 gennaio 2010
Così, Andrea, così. Dovremmo avere un pochino più di coraggio per essere più pazzi e scatenati, cercando altri pazzi e scatenati per “fare insieme”; son convinta che singolarmente c’è molta gente che già affronta il mondo con sguardo “da bambino” ingenuo e con molti sogni nella testa. Ma il problema è trovare il modo per usare i sogni contro una realtà che sembra mangiarseli. Forse mettendoli insieme i nostri sogni, si può fare. Un vecchio slogan diceva: “L’immaginazione al potere” e un altro “Sarà una risata che vi seppellirà”. Gli slogan sono slogan, si sa; hanno il vizio d’infiammare il cuore e non indicare il come. Però intanto un bel po’ di cuori caldi vicini potrebbero iniziare ad illuminare una strada.
Grazie per aver continuato a ricordare.
Ciao, Carla
23:27 on 27 gennaio 2010
Grazie And perchè proprio così, con un semplice gesto, con un invito a far riflettere, si può già contribuire a far sì che la memoria collettiva non faccia ciò che “naturalmente” è predisposta a fare: dimenticare… per poi ricadere negli stessi errori. “I corsi e i ricorsi della Storia” non è una frase fantasiosa, ma è ciò che accade quando si alimenta l’ignoranza, intesa nella sua accezione originale, quando si permette cioè che non si conosca più il proprio passato, remoto o prossimo;
18:51 on 27 gennaio 2012
“Chi non ricorda il proprio passato sarà destinato a riviverlo di nuovo”. Così scriveva Primo Levi per sottolineare l’importanza della memoria.Ricordare crimini efferati come quelli dei Nazisti nei confronti degli Ebrei durante la seconda guerra mondiale, il genocidio che portò allo sterminio di circa sei milioni di Ebrei, è un dovere dell’umanità intera. Specie ai tempi d’oggi in cui il Negazionismo e l’Antisemitismo si fanno sentire e c’è chi- come il Presidente dell’Iran- afferma che lo stato di Israele deve scomparire dalla carta geografica, è indispensabile testimoniare, ricordare e far ricordare ciò che è veramente accaduto affinchè non si debba ripetere mai più!